ABC di filosofia della politica

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Curzio Nitoglia ABC di Filosofia della politica

edito da Centro Studi Jeanne d’Arc

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Descrizione

Dal prologo:

Oggi si tende a confondere “politica” con “partitica” o “parlamentarismo”. Per confutare questo pre-giudizio esponiamo quanto la sana filosofia (ARISTOTELE e S. TOMMASO D’AQUINO ) e il ‘DIRITTO PUBBLICO ECCLESIASTICO’ hanno insegnato sulla natura della “politica” .

Per non avvelenarsi in un pantano putrefatto occorre risalire alle fonti pure e zampillanti, che – in questo caso – sono costituite dalla retta ragione illuminata dalla Rivelazione. La filosofia perenne

e la Parola di Dio sono sempre attuali, pur se antiche, mai vecchie o sorpassate. La filosofia perenne è la fonte pura cui possiamo abbeverarci senza essere avvelenati dagli errori della modernità e post-modernità filosofiche, i quali hanno corrotto la filosofia morale politica (virtù di prudenza applicata alla Società civile) in partitica o parlamentarismo, ossia nel vizio della “clepto-crazia” degli “onorevoli” a detrimento del bene comune.

Le nostre fonti o radici filosofico-politiche sono quelle dei Padri ecclesiastici (S. AGOSTINO, S. GREGORIO I, S. BERNARDO DI CHIARAVALLE), dei Canonisti (GREGORIO VII, INNOCENZO III, BONIFACIO VIII), dei Dottori scolastici (S. TOMMASO, S. BELLARMINO, SUAREZ, MARIANA) – tanto per citare i più rappresentativi – e del Magistero ecclesiastico (da S. GELASIO I a PIO XII). Purtroppo queste nostre vere fonti e radici non le conosciamo più; al massimo l’insegnamento “politicamente corretto” ci fa risalire alla Rivoluzione francese, a MACHIAVELLI, al Luteranesimo, al Rinascimento e all’Umanesimo. Ma questi sono esattamente i rivoli inquinati che ci hanno avvelenato. Purtroppo il catto-liberalismo moderno e il modernismo-democristiano odierno ci presentano un’immagine deformata della ‘Dottrina politica cattolico-romana’. In queste poche pagine cercheremo di darne un’esatta, seppur breve prospettiva.

Non si può affrontare il futuro senza conoscere il proprio passato. “Diventa ciò che sei” è un assioma più attuale che mai. Dobbiamo tornare alla ‘fonte pura’, avanzare come “nani sulle spalle di giganti”. Altrimenti ci attende la catastrofe. L’oggi discende dallo ieri e il domani è il frutto del passato. L’avvenire deve poggiare sulle fondamenta presenti ed anteriori e non può reggersi sul nulla: “La Civiltà cristiana è esistita. Non occorre inventarla, ma bisogna instaurarla e continuamente restaurarla contro gli assalti dell’utopia malsana” (S. PIO X, Notre charge apostolique, 25 agosto 1910).

La lezione dataci dalla sana filosofia circa i rapporti tra potere temporale e spirituale può aprirci le porte di un futuro meno disumano (la perfezione totale non è di questo mondo) di quanto stiamo vivendo e subendo oggi. La via che dobbiamo prendere – tornando alle origini, guardando al futuro e vivendo nel momento presente – è ardua ma non impossibile, anzi è ancora attuale e possibile proprio perché perenne. Bisogna prima conoscerla e poi metterla in pratica (“nihil volitum nisi praecognitum”) in se stessi, nella propria famiglia e nell’ambiente che ci circonda. L’uomo deve vivere su tre dimensioni: con i piedi ‘per terra’, con la mente e il cuore ‘in Cielo’ e con l’azione ‘a fianco’ dei nostri simili.