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APPUNTI PER UN LIBRO NERO DEL COMUNISMO ITALIANO. Dalla Resistenza al dossier Mitrokhin tutti i crimini nascosti della storia del PCI

15,00

Autore: Armando De Simone – Vincenzo Nardiello

Edizioni: Controcorrente

Pagine: 321

Cm: 21,50×15

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Descrizione prodotto

“I nemici dovranno essere inviati in campi di concentramento regionali (…) Ognuno abbia il senso della responsabilità; cerchiamo di occultare bene le armi, tnerle sempre in efficienza, il momento è vicino”. Umberto Terracini (dal documento datato 30 luglio 1948 420/gab “Segnalazioni”, indirizzato al Ministero dell’Inerno)

“Esiste oggi una prospettiva immediata d’insurrezione? Un comunista non può escluderla in eterno”. Palmiro Togliatti, 10 ottobre 1947

“Molti vorebbero che la questione del comunismo si chiudesse con un’amnesia generale, fino al punto che l’amnesia si risolvesse nell’amnistia”. Stéphane Courtois, autore del Libro nero del comunismo.

“Dai dcoumenti che ho visto al Viminale ho appurato che le carte del PCI parlavano ripetutamente di prelevamenti notturni di persone sgradite”. Gianni Donno, storico.

“Parlavano di golpe e, nel frattempo, organizzavano le Br (…) si agivava il golpe finto a giustificazione di quello vero che si stava preparando”. Valerio Riva, autore di Oro da Mosca.

“Al vertice di questo partito [i Ds] ci sono mezze figure che non sanno nemmeno da che parte iniziare. E’ questa una questione più grossa e seria di loro…”. Massimo Caprara, ex segretario di Palmiro Togliatti.

“Per lunghi decenni il PCI avevava avallato più (Togliatti) meno (Berlinguer) tutte le ufficiali menzogne sovietiche (…) Adesso tace, Occhetto e D’Alema parlano come se l’imbarazzante passato non fosse mai esistito”. Gustaw Herling, scrittore.